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Le fave fresche sono i legumi che contengono meno calorie e il loro sapore erbaceo e fresco le rendono un piacevole complemento di piatti primaverili.

fave

Il loro colore  verde brillante e la tenerezza del seme una volta privato della pellicina (tegumento),  sono pronti in pochi minuti di cottura mantenendo la la croccantezza di una verdura  fresca.

In Abruzzo, la mai regione di origine e nelle Marche, quella in cui vivo, le fave vengono mangiate crude con formaggi e salame o semplicemente con una fetta di pane e buon olio extravergine di oliva.

Io li propongo in una delle tante ricette di primi che realizzo con le fave, partendo proprio da un formato di pasta all’uovo di origini abruzzese:

Maccheroni alla chitarra con una fonduta di gorgonzola e fave.

Ingredienti:
400 gr. di maccheroni alla chitarra freschi
500 gr. di fave fresche da pulire
150 gr. di gorgonzola (dolce o piccante a voi la scelta con risultato molto diversi)
30 gr. di parmigiano-reggiano
Cipolla fresca bianca
Salvia fresca
Sale
Pepe nero di mulinello
Olio EVO

chitarra fonduta ai due pecorini e fave_12

Preparazione:
Pulire le fave dal baccello e dalla pellicina che ricopre il seme. Far appassire la cipolla a fuoco dolce in due cucchiai di olio EVO, aggiungere le favette e lasciar insaporire per pochissimi minuti. Mettere da parte le favette e far sciogliere il gorgonzola con un po’ di acqua di cottura della pasta e alcune foglie di salvia che poi toglierete (deve rimanere molto morbido perché la pasta all’uovo assorbe molta umidità una volta scolata)

Nel frattempo far cuocere la pasta in abbondante acqua salata lasciandola molto al dente e scolarla nella padella con il gorgonzola, aggiungendo ancora acqua di cottura se necessario. Aggiungere le favette messe da parte in precedenza, amalgamare per un minuto sul fuoco e poi mantecare fuori dal fuoco con poco parmigiano-reggiano e una macinata di pepe nero.

Vino in abbinamento:
Solo apparentemente leggero, questo primo piatto deve la sua struttura alla presenza dei due formaggi, mentre le fave conferiscono la freschezza necessaria a sgrassare la presenza del gorgonzola. Se avete scelto quello piccante ci sarà anche una discreta aromaticità trasmessa dalle nobili muffe del formaggio.

I vini che propongo me li lascio suggerire dai territori dei due ingredienti principali: Abruzzo per la chitarra e vini del nord per il gorgonzola, tenendo conto che il gorgonzola fa parte del condimento di una pasta e anche di come la scelta tra la versione dolce o piccante con un buon livello di invecchiamento determina la differenza nel gusto finale del piatto.

Proporrei abbinamenti orientati a vini rossi qualora si trattasse di una degustazione del formaggio invecchiato e in purezza.

chitarra fonduta ai due pecorini e fave_10

Trebbiano d’Abruzzo: Un vino non aromatico e con semplici sentori di erba verde e fieno per la versione con il gorgonzola dolce.

Consigliato da VitaDiGusto.IT: Cantina Lepore -Trebbiano d’Abruzzo D.O.C.

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Un vino bianco prodotto con una tecnica da vino rosso: Propongo un vino bianco caldo e speziato, leggermente tannico e vinificato senza essere filtrato. Quindi un vino forse un po’ difficile da capire, quasi da degustazione, se non fosse che un buon formaggio erborinato con note piccanti sul finale, su una sontuosa pasta all’uovo come è lo spaghetto alla chitarra merita di essere sostenuto anche dal vino che lo accompagna. Per un giorno festivo.

Consigliato da VitaDiGusto.IT: Angiolino Maule-La Biancara azienda agricola – Pico (Garganega 100%)

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