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aperitiviE’ venerdì tardo pomeriggio, quasi sera,  mi chiama un amico al telefono e dopo quattro chiacchiere di come stai, cosa fai e dove ti trovi, mi dice che con lui, da Roma, sono arrivati anche Leonardo  (una piacevolissima persona che mio marito ed io abbiamo conosciuto una decina di giorni fa agli internazionali di tennis)  con la sua compagna Domizia per un giro nei tanti , bellissimi e convenienti outlet marchigiani e che li ha appena accompagnati in una  delle camere  del “Bed & Breakfast” di sua figlia in uno degli edifici del castello di Castelferretti.

Sono contenta di poterli salutare,  così propongo di vederci la sera successiva, sabato, a cena da qualche parte, poi passo il telefono a mio marito così combinano per  la partita di  tennis della domenica mattina e quando la telefonata finisce, la notizia è: “Bene,  domani mattina ti chiama Luca così decidete insieme  cosa preparare domani sera,  perché vengono a cena da noi.”

Sgombro alla Catalana

Io sono sempre molto felice di ospitare a casa, ma inizia l’ansia da “cosa preparo?”.

Ah, dimenticavo che tra Luca (l’amico di famiglia) e me, esiste una sfida di vecchia data che si combatte  ai fornelli.  Lui è l’”unico” ammesso a spiattellare nella mia cucina e la sfida è sempre aperta tra noi a suon di nuove ricette o di piatti meglio riusciti.

Polpette di pesce

Per una serata da me non è sufficiente cucinare “bene”, ospitare “cordialmente” e chiacchierare “affabilmente”. Anche con amici di vecchia data mi piace stupire e provare a strappare qualche complimento.

Il giardino è fuori discussione: “troppo freddo e pericolo pioggia”.

Quindi cena in casa, per cui un po’ formale! Anzi no,  per la cena stiamo sul tradizionale, ma “l’aperitivo-pre.antipasto-tanto per ingannare il tempo di attesa-arrivano da una giornata di shopping e avranno mangiato solo un panino”,   lo facciamo in piedi con bollicine e bocconcini preparati freschi, pronti a dare il benvenuto  gli ospiti mentre Luca avrà campo libero in cucina per mettere tutto sottosopra.

Orzo seppia mazzancolle

Direi che mi orienterò su pesce e dintorni.

Alcune regole organizzative, poche ma buone:

  1. Cosa fondamentale è preparare l’angolo aperitivo con gli stuzzichini  già disposti  e la caraffa del cocktail scelto, oppure la bottiglia di vino in fresco,  in modo che all’arrivo degli ospiti si è pronti per cominciare  chiacchierare con un bicchiere in mano. Ovviamente,  anche la tavola per la cena sarà pronta, e con il centro tavola già sistemato e, da qualche parte su una console,  tutti i piatti e le posate che serviranno successivamente.
  2. Aver preparato tutto in cucina in modo che l’unica cosa da fare è mettere sul fuoco o nel forno, perché anche la padrona di casa sta a tavola ed è solo una questione di buona organizzazione. (Tanto più che in cucina da un certo momento in poi ci sta Luca  ed  ogni tanto gli facciamo visita col nostro bicchiere per fargli compagnia)
  3. Dotarsi di un grembiule “elegante” da indossare sopra l’abito, per finire di cuocere le pietanze e che si lascia in cucina quando si porta in tavola, perché un’ora prima ci si prepara doccia, trucco e parrucco e, ovviamente, tacchi alti.

Morale?!: organizzato il menu, fatta la spesa, seguite le tre regole sopra, pronta a goderci la serata:

Ecco il menu che nei prossimi post descriverò nell’esecuzione:

Aperitivo

Aperitivo:
Una gran bollicina marchigiana: Umani Ronchi –Metodo Classico Extra Brut

Cena:

  1. Impepata di moscioli selvatici di Portonovo (piatto forte di Luca)
    •  che non posso chiamare “Impepata di cozze” perché è tutta un’altra bontà. (Faccio notare che sono andata a prendere i moscioli direttamente all’arrivo delle barche che li stavano riportando dal mare a riva sabato mattina, nella baia di Portonovo (vicino al ristorante Emiulia per chi è del posto e quelle con etichetta bianca – Mosciolo SELVATICO di Portonovo), esiste anche quello altrettanto buono, ma allevato.
    • Tutte le erbe aromatiche necessarie sono state raccolte un minuto prima dal mio giardino ed è l’unico contributo culinario di  mio marito
  2. Maccheroni alla chitarra al nero di seppia (seppia fresca col suo nero comprata sempre ai barchini e con cui ho fatto la chitarra) con  seppia quasi cruda, mazzancolle e pomodorini
  3. Spigole al forno con pancia ripiena con patate e pomodorini (ideata e realizzata di Luca)
  4. Dolce comprato perché non avevo tempo, nella migliore pasticceria di Castelferretti

mosciolichitarrachitarra prontapescedolce

IL vino della cena è stato  un Verdicchio dei Castelli di Jesi  portato da Luca e che ho bevuto per la prima volta sabato sera.  L’azienda agricola che lo produce è Antonio Canestrari di Apiro. Un verdicchio da 14,5 gradi, di cui vi parlerò un’altra volta perché non l’ho capito bene e vorrei riassaggiarlo prima di dire la mia.

Musica di accompagnamento alla cena Pink Floyd e Depeche Mode

E s s E

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