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Filetto di speck

Vacanza è sinonimo di relax e finalmente si può dedicare tutto il tempo necessario alle attività che normalmente sono confinate sotto il paragrafo “hobbies”.

Ci sono punti di riferimento insostituibili nella mia esistenza.

Vivo da 15 anni in una città di mare e penso, oramai, che non potrei fare a meno di vedere ogni mattina, che sia inverno o che sia estate, quella striscia di acqua e di sabbia che scorre davanti ai miei occhi in un lato della strada mentre la percorro in macchina.

Ma sono nata con la presenza rassicurante della montagna sacra agli abruzzesi, quel “Gigante che dorme” e che è la vetta più alta della catena degli Appennini centrali: il Gran Sasso d’Italia.

La montagna con i suoi odori, la sua atmosfera, i suoi profumi e i suoi sapori sono nella mia memoria, necessari per pacificare lo spirito e le tensioni di una vita spesso frenetica e poco vera.

Le Dolomiti sono lo scenario e il luogo perfetto per saziare la brama di montagna.

Vette a perdita d’occhio, i magnifici colori delle pietre, cangianti a seconda dell’ora del giorno, boschi e prati profumati di erba fresca e di vita selvatica e domestica, storie incantate di fate, di streghe, di regine e folletti, una notevole presenza di autorevoli e considerevoli chef stellati, luogo in cui si producono vini eccellenti e cibi rustici e robusti che hanno saputo ingentilirsi per concedersi alle genti di città che trascorrono le loro vacanze tra le cime più belle delle Alpi orientali italiane: I Monti Pallidi

Itinerari i cui sentieri arrivano quasi sempre in un rifugio, meglio ancora in una malga (di cui vi racconterò), di quelle col piccolo caseificio familiare annesso, percorsi gastronomici da riservare almeno ad un pomeriggio nel breve spazio di una sola settimana di vacanza.

Il “Maso dello Speck Tito” non lo avevamo ancora visitato e allora in una giornata un po’ grigia abbiamo deciso di fare una escursione più breve e nel pomeriggio ci siamo dedicati a scoprire alcuni santuari delle prelibatezze gastronomiche lasciate inesplorate nelle vacanze precedenti.

Maso dello speck

Insieme a speck prodotti artigianalmente e affumicati con legni non resinosi nell’annesso stabilimento-macelleria  abbiamo trovato guanciale, speck cotto (si scioglie in bocca – fantastico!!!!), salumi e altro. Non  ho resistito ad un “Filetto di Speck” che, tolte alcune fettine assaggiate lì sul posto, è finito sottovuoto per seguirmi fino a casa.

Nel maso  oltre ai loro prodotti abbiamo trovato formaggi di capra e di mucca affinati nelle erbe di montagna di altrettanti produttori locali, grappe, amari e miele.

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Gentilissimi e generosi nel proporre gli assaggi dei loro prodotti, tutto quello che abbiamo comprato lo abbiamo  prima assaggiato unitamente a considerazioni sui diversi tempi di stagionatura e su come lo avremmo poi conservato e in quanto tempo consumato una volta tornati a casa.

Maso dello speck Maso dello speck Maso dello speck

Ingredienti:

Filetto di speck (oppure una bresaola artigianale per chi frequenta altre Alpi) da tagliare a mano con un buon coltello

Filetto di speck

Salsa al limone:
Il succo di mezzo limone
1 dl di olio
Pepe macinato al mulinello

Salsa all’acciuga e capperi:
Una manciata di capperi sotto aceto
1 filetto di acciuga dissalata
1 dl di olio
Pepe macinato al mulinello

Filetto di speck

Preparazione:
Affettare il filetto di speck e porne una metà in un piatto e l’altra metà in un altro piatto.

Spremere il succo di mezzo limone e miscelarlo all’olio e al pepe macinato al mulinello nel mixer ed emulsionare finche si sarà formata una salsina abbastanza densa. Irrorare con questa salsa uno dei piatti con il filetto affettato.

Mettere nello stesso mixer l’olio, i filetti di acciuga dissalati e sciacquati dal sale (oppure usare due filetti sott’olio) e i capperi. Azionare il mixer e cospargere la salsina ottenuta sull’altro piatto di filetto di speck.

Filetto di speck

Coprire con un pellicola e lasciare in frigorifero almeno mezz’ora. Accompagnare con una insalatina di valeriana e noci.

Io ho bevuto un drink fatto 50% birra bionda e 50% soda (va bene anche acqua tonica).

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E s s E

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