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Una serata capitata per caso, perché ho accettato di accompagnare una mia amica alla presentazione del nuovo Metodo Classico Millesimato della cantina Umani Ronchi.

E’ proprio vero che le cose inaspettate sono quelle che riservano le sorprese migliori!

Scrivo di cibo, di vino e di buona vita seguendo e dando concretezza ad una mia passione anzi alle mie passioni, attingendo alle sensazioni trasmesse dai sapori, da ciò che arriva alle mie orecchie, da ciò che guardo con i miei occhi e … tocco e respiro, utilizzando le conoscenze tecniche, ma anche la suggestione, evitando di lasciarmi coinvolgere solo da correnti di pensiero che fanno “tendenza”.

Ero stata altre volte nella bottaia di Umani Ronchi ed anche in quelle volte fui rapita, come a molti capita quando visitano una cantina, dallo spazio e dall’atmosfera in cui del vino si percepisce soprattutto il fascino di decine di piccole botti di legno perfettamente allineate, protette da una luce soffusa e da un clima controllato che permette al prezioso liquido di riposare tranquillamente e di maturare nelle giuste condizioni, prima di essere imbottigliato per arrivare nei punti vendita e sulle nostre tavole.

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Non avevo invece mai cenato tra le numerose barrique della bottaia e, soprattutto, non vi avevo mai ascoltato la lettura di un libro di storia trasformato in testo teatrale e declamato lunedi 16 dicembre da Luca Violini.

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Quando, molti anni fa, ho concluso il corso di sommelier, ho scoperto il piacere di bere il vino conoscendolo.

Conoscendo ciò che tecnicamente rende l’uva vino, l’importanza dell’ampelografia e dell’orografia per la caratterizzazione di un vino, delle tecniche di cantina ed altro.
Il 16 dicembre ho scoperto il piacere di bere un vino conoscendo anche altro della sua storia, per esempio come nasce il nome che porta sull’etichetta e con cui si presenta al mondo.

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Ho scoperto che la differenza di piacere e di fruizione della bellezza, è la stessa che si prova guardando un’opera d’arte quando si conosce anche la vita e la storia del suo autore.

Luca ha interpretato il testo che racconta le ultime ore del soldato (Generale Giuseppe La Hoz) ferito mortalmente in battaglia nei pressi di Ancona (Passo Varano) il 10 ottobre 1799 mentre guidava l’insurrezione nelle Marche.

L’afflato, la sofferenza e la magistrale bravura con cui Violini dà voce al generale La Hoz che ripropone la sua idea di “Patria Italia” e il racconto dei suoi ultimi giorni di vita trascorsi proprio nei posti le cui luci, se ci spostassimo all’esterno della cantina, riusciremmo a scorgere ad occhio nudo nella cristallina notte di dicembre, ci regalano quel brivido in più e l’emozione che va oltre il coinvolgimento di una pièce teatrale ben rappresentata.

cover_lahoz_thumb.jpgLuca Guzzati e Luca Violini con il sostegno di Umani Ronchi, hanno custodito questa fantastica figura storica tra rivoluzione e ribellione, tra eroe e brigante che ha combattuto per il sogno di un’Italia unita ante litteram, in un libro: “La Hoz, L’alba del risorgimento – Pixel Editore”, che ci è poi stato regalato durante la serata.

Umani Ronchi ha immortalato nell’etichetta del suo Brut millesimato il nome del generale chiamando il vino “La Hoz”.

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Come scrive l’autore del libro nel suo incipit : Una terra, un vino, un’idea

Il Brut 2008 presentato lunedì, nasce da uve Verdicchio (80%) e da uve Chardonnay (20%) provenienti dal territorio intorno ad Ancona di proprietà dell’azienda.

Dopo un periodo di permanenza sui lieviti durata 52 mesi (fermentazione in bottiglia tipica del metodo classico), del Brut 2008 La Hoz ne sono state prodotte 900 bottiglie e verranno tutte commercializzate solo nella regione Marche.

A festeggiare questo nuovo nato, è stato chiamato un altro artista degno di nota, questa volta del mondo del cibo.

Errico Recanati, celebre chef del ristorante Andreina di Loreto, ha creato un menu apposito per la serata, realizzato insieme allo staff che lo assiste nelle sue elegantissime proposte di catering.

Un trionfo di antipasti ad accompagnare proprio La Hoz composto da un tavolo di degustazione di formaggi locali, italiani e francesi e accompagnati da vari mieli e mostarde, finger food a base di pesce, patè e connubi a base di frutta fresca, ostrica con erbe di campo e scampo marinato al lime con crema di burrata in cima alle mie preferenze di abbinamento con La Hoz.

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Una terrina di fegato con cialda di lampone e un fantastico risotto con caco vaniglia, pernice e castagne accompagnati dal famoso CumaroConero Riserva Docg e vino di punta della cantina.

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Dulcis in fundo un tripudio di torte, mini maritozzi con crema gianduia, praline e diversi tipi di mousse servite in bicchierini monoporzione degnamente accompagnati da Maximo – nobile vino dolce dell’azienda Umani Ronchi

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Una cena di gusto ed elegante quella proposta da Enrico, perfettamente in tono con il resto della serata.

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Tutto questo è una piccola parte visibile al pubblico, anche se ristretto, di una filosofia di azienda portata avanti da tre generazioni dalla famiglia Bernetti, che estende a tutti i collaboratori e attraverso tutti i collaboratori di Umani Ronchi l’attaccamento e lo sforzo di valorizzazione della regione Marche come eccellenza del made in Italy.

Una bella serata piena di emozioni: Una terra, un vino, un’idea (Cit.) – Racconti, persone, la vita (aggiungo io).

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E s s E

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